Antifurti Grado 1, Grado 2, Grado 3, Grado 4: ecco cosa significa

Tante volte, quando leggiamo le caratteristiche di un antifurto, tra le specifiche tecniche troviamo il grado di sicurezza con una dicitura del tipo “Grado 2”.

Ma cosa significa? Ecco una breve spiegazione.

I gradi di protezione di un antifurto si dividono in 4 livelli, che partono appunto dal Grado 1, fino ad arrivare al Grado 4 di sicurezza:

Grado 1: basso rischio, attacchi da soggetti inesperti
Grado 2: rischio medio basso, attacchi da soggetti con competenze minime
Grado 3: rischio medio alto, attacchi da soggetti con competenze elevate
Grado 4: rischio alto, attacchi da soggetti che hanno competenza specifica del sistema

Come si evince da questa breve scaletta, la certificazione rispecchia essenzialmente il luogo in cui deve venire installato un sistema antifurto. Se per esempio, dovessimo installare un antifurto in una casa, nella maggior parte delle volte, potremo ricevere visite dai cosiddetti “ladri di galline”, appartenenti cioè ai gradi 1 e 2 della nostra scala.
Allo stesso modo, banche, casinò e musei, riceveranno invece probabilmente visite da soggetti esperti e che magari hanno fatto uno studio del sistema prima di agire, e comunque ben preparati.

La certificazione riguarda, quindi, sia gli aspetti hardware che software del sistema, che possono in qualche modo favorire o meno l’attacco del sistema.
Vediamo, ad esempio, qualche regola del Grado 2 di sicurezza:

– lunghezza codici di almeno 5 caratteri
– le tastiere e altri organi esterni come gli inseritori, non devono segnalare allarmi
– blocco tastiera dopo 3 codici errati
– segnalazione memoria dei guasti permanente, fino alla verifica
– ritardo ingresso, massimo 45 secondi
e così via per molte funzioni…

In ambito civile, come nelle abitazioni, alcune di queste funzioni si scontrano con la comodità d’uso del cliente. Sarà quindi l’installatore di antifurti esperto a scegliere per noi la soluzione più congeniale in rapporto sicurezza/comodità.

IMQ Grado di Sicurezza

Vuoi videosorvegliare il parcheggio condominiale? Ora la Cassazione ti permette di farlo da solo

Da ora, in situazioni d’urgenza, il singolo condomino può decidere da solo di installare per propria iniziativa e senza richiederlo al proprio condominio, una telecamera e videoregistratore di sorveglianza nel parcheggio condominiale, al fine di scoraggiare furti o danneggiamenti.

Inoltre, essendo una decisione dettata dall’urgenza, il condomino potrà addirittura chiedere il rimborso delle spese.

Questa è stata la sentenza della Corte di Cassazione.

La Cassazione si è inoltre pronunciata in materia di privacy, sentenziando che non vi è nessuna violazione della privacy:

“non sussistono gli estremi atti ad integrare il delitto di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis cod. pen.) nel caso in cui un soggetto effettui riprese dell’area condominiale destinata a parcheggio e del relativo ingresso, trattandosi di luoghi destinati all’uso di un numero indeterminato di persone e, pertanto, esclusi dalla tutela di cui all’art. 615 bis cod. pen.”

Questa sentenza apre ampi scenari per tutti quei casi in cui si abbiano danneggiamenti di automobili, classico di tanti parcheggi condominiali.

Ecco un fornitore di materiale di videosorveglianza ben attrezzato: Mondialtec Srl Roma

parcheggio-condominiale