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Box di alimentazione per telecamere
Scritto da: izik il 2 Gennaio 2012 – 13:30Domanda: Devo installare un impianto di videosorveglianza ed ho in progetto di far partire le alimentazioni delle 4 telecamere da un solo punto vicino al DVR. Si può fare? Esiste qualche box di alimentazione per 4 telecamere?
Risposta: Si, la cosa si può fare, anche se la migliore cosa da fare sarebbe sempre quella di mettere l’alimentazione vicino ad ogni telecamera, per via della possibile caduta di tensione dei 12Volts.
Puoi prendere un box di alimentazione, che puoi trovare nella pagina di questo link: Box di alimentazione
Il modello che devi scegliere per 4 telecamere è quello da 5 Ampère che ha 4 uscite a 12 Volts.
Unica accortezza non ti allontanare troppo (massimo 20-25 metri) e usa una buona sezione di cavo. Nella stessa pagina che ti ho linkato trovi anche cavi composti minicoassiale + alimentazione.
Tags: 12 volts, alimentazione telecamere, box alimentazione telecamere, caduta di tensione, TVCC, Videosorveglianza
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Sensori CCD e CMOS
Scritto da: izik il 9 Giugno 2009 – 15:27Domanda: Ho già letto un altro articolo presente sul blog riguardante questa domanda (CCD vs CMOS), però vorrei capire in soldoni quali sono i vantaggi e svantaggi dei CCD e dei CMOS nella videosorveglianza in fase di costruzione della telecamera.
Risposta:
Telecamere con sensori CCD
I sensori CCD, utilizzati per le telecamere da oltre vent’anni, offrono molti vantaggi in termini di qualità, tra cui una maggiore sensibilità alla luce rispetto ai sensori CMOS. Questa maggiore sensibilità alla luce si traduce in immagini di migliore qualità anche in condizioni di scarsa illuminazione. Tuttavia, i sensori CCD presentano un costo più elevato poiché la loro integrazione nelle telecamere richiede operazioni complesse e laboriose. Inoltre, se la scena contiene un oggetto molto luminoso (ad esempio un lampo o la luce diretta del sole), il sensore CCD non è in grado di acquisire correttamente le immagini e sull’immagine sono spesso visibili strisce verticali sopra e sotto l’oggetto. Questo fenomeno viene chiamato distorsione a striscia verticale di luce.
Telecamere con sensori CMOS
Grazie ai recenti sviluppi, i sensori CMOS sono ora in grado di offrire immagini di qualità equivalente a quella dei sensori CCD, ma sono comunque inadatti alle telecamere che devono generare immagini di altissima qualità. I sensori CMOS riducono significativamente il costo della telecamera poiché contengono tutti i componenti logici necessari per la telecamera. Inoltre, possono essere utilizzati per telecamere di piccole dimensioni. Questo tipo di sensori è però disponibile anche in formati più grandi, che forniscono una risoluzione in megapixel a numerose telecamere di rete (vedi telecamere IP della Mondialtec). Uno dei limiti più significativi dei sensori CMOS deriva dalla loro minore sensibilità alla luce, che non rappresenta un problema in condizioni di normale illuminazione, ma può diventarlo se la luce è scarsa. Le immagini generate da questi sensori in condizioni di scarsa illuminazione possono essere infatti molto scure o disturbate.
Articolo tratto da www.axis.com
Tags: CCD, CMOS, costruzionetelecamere, mondialtec, Roma, sensori ccd, Sensori CCD e CMOS, sensori cmos, telecamere ip, telecamere IP mondialtec, TVCC, vantaggi e svantaggi, vantaggi e svantaggi ccd e cmos, Videosorveglianza
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Che cos’è il WDR (Wide Dynamic Range)
Scritto da: izik il 9 Giugno 2009 – 15:08Domanda: Che cos’è il WDR su una telecamera per videosorveglianza?
Risposta: Il WDR (Wide Dynamic Range) è una funzione in grado di fornire la migliore chiarezza delle immagini in situazioni di luminosità difficili, analizzando ed esponendo a diversi gradi di luminosità le varie aree dell’immagine.
Se per esempio, ho un’immagine in condizioni di luminosità tali che una zona rimane in ombra, il Wide Dynamic Range farà in modo che a quella particolare area in ombra venga fornita una maggiore luminosità, in modo da poter così mostrare i suoi dettagli. La stessa cosa vale in condizioni di troppa luminosità e situazioni di controsole.
Tags: controsole, filtri, filtri dinamici, luminosità difficili, mondialtec, ombra, Roma, sole, telecamera, Telecamere, TVCC, Videosorveglianza, WDR, wide dynamic range
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Scansione progressiva e scansione interallacciata
Scritto da: izik il 4 Giugno 2009 – 14:48Attualmente esistono molte tecnologie per l’elaborazione video: la scansione interlacciata e la scansione progressiva. La scelta della tecnica dipende essenzialmente dal tipo di applicazione utilizzata e dall’ambito di utilizzo del sistema video, soprattutto se il sistema viene utilizzato per acquisire immagini di oggetti in movimento e per la visualizzazione dei dettagli di immagini in movimento.
Scansione interlacciata
La scansione interlacciata utilizza le stesse tecniche impiegate per i raggi catodici (CRT) degli schermi televisivi, che suddividono lo schermo televisivo in 576 righe orizzontali. L‘interlacciamento divide le righe in pari e dispari, aggiornandole ad una velocità di 25 fotogrammi al secondo. Il leggero ritardo tra gli aggiornamenti delle righe pari e dispari provoca una distorsione o “seghettatura”, perché solo metà delle linee si sposta con l’immagine, mentre l’altra metà è in attesa di essere aggiornata.
Gli effetti dell‘interlacciamento possono essere in parte compensati con la tecnica del deinterlacciamento, ossia convertendo il video interlacciato in formato deinterlacciato, allo scopo di eliminare le distorsioni e consentire una visione ottimale del video. Questo processo viene talvolta chiamato raddoppiamento delle righe. Alcuni prodotti video, forniscono un filtro per il deinterlacciamento che consente di migliorare la qualità delle immagini alle risoluzioni più elevate (4CIF). Questa funzione elimina i problemi delle immagini sfuocate causati dai segnali video generati dalle telecamere analogiche.
La scansione interlacciata è stata usata per anni per le telecamere analogiche, i televisori e i sistemi VHS e continua tutt’oggi ad essere la più idonea per alcuni tipi di applicazioni. Tuttavia, l’evoluzione della tecnologia dei display e la sempre maggiore diffusione di monitor LCD (Liquid Crystal Display) e TFT (Thin Film Transistor), DVD e telecamere digitali hanno imposto la necessità di usare una tecnica di visualizzazione diversa, nota con il nome di scansione progressiva.
Scansione progressiva
Questa tecnologia, a differenza della scansione interlacciata, permette di acquisire l’immagine riga per riga ad intervalli di un sedicesimo di secondo. Ciò significa che le immagini acquisite non vengono suddivise in campi diversi come accade con la scansione interlacciata. Inoltre, per poter visualizzare le immagini sullo schermo non è necessario interfacciare alcun computer. Le righe vengono disposte sullo schermo in tempo reale e in una sequenza ordinata; ad esempio: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, ecc., quindi non esiste il problema dello sfarfallio. Questo tipo di tecnologia è particolarmente utile nelle applicazioni di videosorveglianza, soprattutto nel caso in cui sia necessario visualizzare in dettaglio immagini in movimento come nel caso di persone in fuga. Va rilevato però che per ottenere immagini ottimali è indispensabile usare un monitor di alta qualità.
Articolo tratto da www.axis.com
Tags: immagini in movimento, oggetti in movimento, scansione interallacciata, scansione progressiva, telecamera, Telecamere, TVCC, Videosorveglianza
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Focus su compressione e limiti di banda: MPEG4 e H.264
Scritto da: izik il 4 Giugno 2009 – 14:44MPEG4
MPEG4 è stato standardizzato nel 1999, dopo sei anni di lavori, con l’obiettivo di colmare la lacuna di MPEG2 in situazioni di banda limitata per la trasmissione/registrazione del video. Più che un semplice
algoritmo di compressione/decompressione, MPEG4 nasce come una struttura in grado di contenere oggetti multimediali (immagini, testo, animazioni, menù di scelta, materiale protetto da copyright) sincronizzandoli in modo da creare una presentazione interattiva.
L’aspetto più ambizioso di tale standard riguarda la scomposizione della scena in un insieme di oggetti, in modo da poter associare a ciascuno lo schema di compressione migliore.
Con quali vantaggi? In primis, MPEG4 rappresenta il miglior compromesso tra qualità video e compressione. Tra i vari codec sviluppati, ricordiamo il DivX che rappresenta uno standard affermato per la fruizione di video tramite internet e raggiunge una compressione circa sei volte superiore rispetto ad MPEG2 a parità di qualità. Inoltre l’MPEG4 è stato pensato per la diffusione di video attraverso
canali poco performanti: l’approccio alla gestione degli errori in trasmissione è molto robusto e affidabile.
La diffusione di tale algoritmo ha portato molte case produttrici di hardware alla realizzazione di chip dedicati alla codifica/decodifica di video MPEG4. Inoltre, molte piattaforme standard basate su PC sono state dotate di acceleratori hardware per MPEG4.
La ridotta banda necessaria per un singolo canale video e la disponibilità di risorse hardware dedicate permettono di architettare DVMS multicanale molto efficienti e performanti.
H.264
Conosciuto anche come MPEG4-AVC (Advanced Video Coding), è il frutto dello sforzo congiunto delle due commissioni internazionali che si occupano di video: ITU-T (International Telecommunication
Union) e ISO-MPEG (International Standards Organization-MPEG). Come i suoi predecessori, non viene esplicitamente definito un CODEC (enCOder/DECoder); piuttosto, lo standard si limita a definire la sintassi dello stream compresso. Notevoli sono le innovazioni rispetto agli algoritmi precedenti: la suddivisione in macroblocchi con un approccio adattativo e flessibile; la stima del moto basata su un insieme di fotogrammi, l’introduzione di un filtraggio integrato, l’uso più mirato della predizione, la codifica entropica adattativa e un migliorato sistema di quantizzazione sono tutti aspetti che contribuiscono a rendere tale standard la scelta vincente per le applicazioni dell’immediato futuro. L’unico ostacolo è legato all’enorme carico computazionale da sostenere sia in codifica che in decodifica del video.
La Mondialtec (www.mondialtec.it) è una delle società che più ha sfruttato questi nuovi sistemi di compressione per creare e ricercare sul mercato varie soluzioni per la videosorveglianza molto interessanti sia in MPEG4 che in H.264, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni di videosorveglianza remota e di videoregistrazione.
Articolo di Ely Maspero - Responsabile comunicazione CIEFFE
Tags: codec, compressione, compressione H.264, compressione MPEG4, H.264, limiti di banda, mondialtec, MPEG4, MPEG4 vs H.264, Roma, sistemi di compressione, TVCC, Videosorveglianza
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Formati di compressione TVCC
Scritto da: izik il 4 Giugno 2009 – 12:18Immagini e video possono essere compressi in modalità “lossless” (senza perdita) o “lossy” (con perdita). Nella modalità “lossless”, tutti i pixel rimangono invariati e riproducono esattamente la stessa immagine dopo la decompressione. Il rapporto di compressione invece, ovvero la riduzione dei dati, risulta estrema-mente limitato. Uno dei formati di compressione “lossless” più comuni è il formato GIF. Il minor rapporto di compressione fa sì che questi formati non siano molto adatti per le soluzioni video di rete, soprattutto se questi sistemi vengono utilizzati per archiviare e trasmettere grandi quantità di immagini. Per ovviare al problema, sono stati sviluppati vari metodi e standard di compressione “lossy”. Lo scopo principale di tutte queste tecniche di compressione è quello di ridurre le dimensioni di ciò che non è immediatamente visibile all’occhio umano e aumentare così significativamente il rapporto di compressione.
I metodi di compressione si differenziano anche in base al diverso approccio adottato nei confronti degli standard di compressione e si suddividono in compressione di fotogrammi e compressione di video.
Standard per la compressione di fotogrammi
Tutti gli standard di compressione relativi ai fotogrammi si basano sul presupposto che venga compressa una sola immagine alla volta. Lo standard più conosciuto e diffuso è il formato JPEG.
JPEG
JPEG, un metodo di compressione molto conosciuto, fu originariamente trasformato in uno standard alla metà degli anni ’80 per iniziativa del Joint Photographic Experts Group. Il formato JPEG consente di decomprimere e visualizzare le immagini con un comune browser Web.
La compressione JPEG permette all’utente di specificare il livello di compressione desiderato, ossia di stabilire in che misura deve essere compressa l’immagine. Il livello di compressione è direttamente correlato alla qualità dell’immagine richiesta. Tuttavia, il rapporto di compressione è influenzato non solo dal livello di compressione, ma anche dall’immagine stessa. L’immagine di una parete bianca, ad esempio, permette di ottenere un file immagine relativamente piccolo (con un rapporto di compressione alto), mentre lo stesso livello di compressione applicato ad una scena complessa e ricca di dettagli genera un file di maggiori dimensioni con un rapporto di compressione più basso.
JPEG2000
L’altro standard utilizzato per la compressione dei fotogrammi è il formato JPEG2000, anch’esso sviluppato dal gruppo che ha creato lo standard JPEG. Questo formato viene principalmente usato per le applicazioni mediche e per l’acquisizione di fotogrammi. Con rapporti di compressione bassi, le prestazioni di questo formato sono equivalenti a quelle del formato JPEG, mentre con rapporti di compressione più elevati risultano leggermente migliori. Lo svantaggio del formato JPEG2000 risiede nel fatto che non è frequentemente supportato dai browser Web e dalle applicazioni per la visualizzazione e l’elaborazione di immagini.
Standard per la compressione di video
Motion JPEG
Motion JPEG è il formato più comunemente usato dai sistemi video di rete. Le telecamere di rete, come le videocamere digitali, acquisiscono le singole immagini e le comprimono nel formato JPEG. Una telecamera di rete è in grado di acquisire e comprimere, ad esempio, 30 immagini singole al secondo (ovvero 30 fps -fotogrammi al secondo) e di trasmettere un flusso continuo di immagini in rete alla postazione di visualizzazione. Se la velocità di trasmissione è pari o superiore a 16 fotogrammi al secondo, le immagini vengono percepite come video full motion. Questo metodo viene chiamato Motion JPEG o M-JPEG. Poiché ogni immagine rappresenta un’immagine JPEG completa, tutte le immagini hanno sempre la stessa qualità che varia a seconda del livello di compressione scelto per la telecamera di rete o il server video.
H.263
Il formato di compressione H.263 permette di trasmettere video ad una velocità in bit fissa. Le immagini in movimento trasmesse con questo tipo di compressione sono di bassa qualità . Ciò dipende dal fatto che il formato H.263 era stato originariamente sviluppato per le applicazioni per teleconferenze e non per quelle di videosorveglianza, in cui il livello di dettaglio è molto più importante della possibilità di poter utilizzare una velocità di trasmissione fissa.
MPEG
Una delle tecnologie di streaming audio e video più note è indubbiamente il cosiddetto formato MPEG (creato dal Motion Picture Experts Group alla fine degli anni ’80). Questa sezione descrive in particolare la parte dedicata ai video degli standard video MPEG.
Il principio base del formato MPEG consiste nel confronto di due immagini compresse da trasmettere in rete. La prima immagine compressa viene usata come fotogramma di riferimento per le immagini successive in questo modo verranno trasmesse in rete solo le immagini diverse da quella di riferimento.
Le postazioni di rete utilizzate per la visualizzazione ricostruiscono tutte le immagini utilizzando l’immagine di riferimento e i dati degli elementi diversi.
Nonostante l’apparente complessità, il formato MPEG offre il vantaggio di ridurre in modo significativo il volume di dati trasmesso in rete rispetto al formato Motion JPEG. Il processo è illustrato qui sotto, dove si vede chiaramente che vengono trasmesse solo le informazioni relative alle differenze del secondo e terzo fotogramma.

Ovviamente il formato MPEG è molto più complesso di quanto potrebbe sembrare, poiché utilizza anche altre tecniche e parametri quali la previsione dei movimenti all’interno di una scena e l’identificazione degli oggetti. Esistono numerosi standard MPEG:
MPEG-1, rilasciato nel 1993, è il formato normalmente utilizzato per l’archiviazione di video digitali sui CD. Quindi, la maggior parte dei codificatori e decodificatori MPEG-1 è in grado di gestire una velocità di trasmissione pari a circa 1,5 Mbit/s, con una risoluzione CIF. Il formato MPEG-1 assicura una trasmissione in bit pressoché costante a scapito della qualità dell’immagine, che tende invece a variare, e che è comparabile a quella dei video VHS. Con il formato MPEG-1 la velocità è bloccata a 25 (PAL)/30 (NTSC) fotogrammi al secondo.
MPEG-2, approvato come standard nel 1994, è il formato normalmente utilizzato per i video digitali d’alta qualità (DVD), i televisori digitali ad alta definizione (HDTV), i supporti di archiviazione interattivi (ISM), i video per le trasmissioni digitali (DBV) e i televisori via cavo (CATV). Lo scopo del progetto MPEG-2 era essenzialmente quello di estendere la tecnica di compressione MPEG-1 in modo da consentire l’uso di immagini più grandi e di qualità migliore con un rapporto di compressione più basso e una velocità di trasmissione più alta. Come con il formato MPEG-1, la velocità è bloccata a 25 (PAL)/30 (NTSC) fotogrammi al secondo.
MPEG-4 è il risultato più significativo ottenuto dal progetto MPEG-2. Questo formato offre infatti molti più strumenti per ridurre la velocità in bit ai valori necessari per ottenere la qualità delle immagini richiesta per applicazioni o scene specifiche. Inoltre, la velocità di trasmissione non è bloccata a 25/30 fotogrammi al secondo. Tuttavia, è utile notare che molti degli strumenti usati per ridurre la velocità in bit possono essere attualmente usati solo per le applicazioni non in tempo reale, perché la potenza di elaborazione richiesta fa sì che il tempo di codifica e decodifica (ossia la latenza) li renda poco adatti ad applicazioni diverse dalla codifica di filmati o di animazioni. La maggior parte degli strumenti del formato MPEG-4 utilizzabili per le applicazioni in tempo reale sono di fatto gli stessi disponibili nei formati MPEG-1 e MPEG-2.
Pertanto, è sempre consigliabile selezionare uno standard di compressione ampiamente diffuso che garantisca immagini di alta qualità come M-JPEG o MPEG-4.
H.264
Il nuovo standard di compressione video H.264 è sicuramente destinato a diventare lo standard video più diffuso negli anni a venire. Attualmente è già stato implementato con successo in numerosi dispositivi elettronici come cellulari e lettori video digitali. L’introduzione di questo nuovo standard offre al settore della videosorveglianza la possibilità di ridurre i costi di memorizzazione e di migliorare ulteriormente l’efficienza generale dei sistemi.
Lo standard H.264 (talvolta chiamato anche MPEG-4 Parte 10/AVC) è uno standard aperto, acquistabile con licenza, che supporta le tecniche di compressione video più valide attualmente disponibili. Un codificatore video che utilizza lo standard H.264 è infatti in grado di ridurre le dimensioni dei file video digitali di oltre l’80% rispetto al formato Motion JPEG e fino al 50% rispetto allo standard MPEG-4 Parte 2, senza compromettere la qualità delle immagini. Cifre che spiegano perché lo standard H.264 è destinato ad avere un grosso impatto sul settore della videosorveglianza.
Riduzione dei costi di memorizzazione e larghezza di banda
La drastica riduzione delle dimensioni dei file ha un impatto significativo sui requisiti di memorizzazione e di larghezza di banda. A parità di quantità di dati video e di qualità delle immagini, un sistema di videosorveglianza che supporta lo standard di compressione H.264 è praticamente in grado di ridurre i costi di memorizzazione e di larghezza di banda fino al 50% rispetto ai sistemi che utilizzando tecnologie di compressione tradizionali. Ciò spiega perché in futuro questo standard è probabilmente destinato a diventare un elemento di differenziazione molto importante, soprattutto se si considera la progressiva diffusione di sistemi sempre più grandi e della necessità di trasmettere immagini di qualità elevata a velocità di trasmissione in fotogrammi sempre maggiori.

Confronto tra la velocità di trasmissione in bit di un flusso video della durata di 115 secondi offerto dai vari standard di compressione video, a parità di qualità delle immagini. I codificatori che utilizzano lo standard H.264 sono tre volte più efficienti rispetto a quelli che utilizzano lo standard MPEG-4 senza compensazione del movimento e fino a sei volte più efficienti rispetto allo standard Motion JPEG.
Risoluzione e velocità di trasmissione in fotogrammi più elevate
Lo straordinario rapporto di compressione tipico dello standard H.264 offre numerosi vantaggi, a seconda delle esigenze applicative. Attualmente gli utenti tendono spesso a scegliere una velocità di trasmissione in fotogrammi e una risoluzione minori per potersi mantenere nei limiti applicativi. Ciò ha tuttavia un impatto negativo sulle immagini che sono spesso sfuocate o presentano un minor livello di dettaglio. L’uso di sistemi di videosorveglianza che supportano lo standard di compressione H.264 in applicazioni di questo tipo offrirebbe il vantaggio di poter usare velocità di trasmissione in fotogrammi e risoluzioni elevate diverse, e di disporre al tempo stesso di immagini di alta qualità.
Accelerazione della diffusione delle telecamere con risoluzione megapixel
Lo standard H.264 è sicuramente destinato ad accelerare l’uso di telecamere con risoluzione megapixel nel settore della videosorveglianza, tenuto conto che uno degli elementi che sta attualmente ostacolando l’adozione di questo tipo di telecamere è rappresentato dalle dimensioni dei dati delle registrazioni video. Lo standard H.264, come spiegato in precedenza, è in grado di ridurre le dimensioni dei file senza compromettere la qualità delle immagini. Quindi, è altamente probabile che questa straordinaria tecnologia di compressione venga rapidamente adottata in applicazioni che richiedono risoluzioni e velocità di trasmissione in fotogrammi elevate, quali quelle usate per la sorveglianza di aeroporti, punti vendita, banchi e casinò.
Prospettive future
Lo standard H.264 rappresenta uno straordinario avanzamento nell’ambito della tecnologia di compressione video. Essendo già stato integrato in molti settori e applicazioni personali e professionali – come QuickTime, Flash, YouTube, iPod e PlayStation 3 – questo standard è probabilmente destinato a sostituire rapidamente tutti gli standard e i metodi attualmente disponibili. D’altro canto la progressiva integrazione di questo standard nei sistemi di videosorveglianza spingerà i progettisti e gli integratori di sistema a verificare che prodotti e produttori siano in grado di supportare tale standard.
Le origini dello standard H.264
H.264 è frutto di un progetto congiunto del gruppo VCEG (Video Coding Experts Group) di International Telecommunications e del gruppo MPEG (Moving Picture Experts Group) di ISO/IEC. ISO è l’acronimo di International Organization for Standardization, mentre IEC è un’organizzazione che si occupa di definire gli standard relativi alle apparecchiature ed elettroniche. H.264 è il nome usato da ITU-T, mentre MPEG-4 Parte 10/AVC è il nome talvolta usato da ISO/IEC che considera il nuovo standard un’integrazione della suite MPEG-4.
Frutto della definizione congiunta delle organizzazioni responsabili della definizione di standard per i settori delle telecomunicazioni e IT, lo standard H.264 è destinato ad avere una diffusione ancora più ampia di quelli precedenti.
La Mondialtec Srl di Roma commercializza vari standard di videoregistratori DVR e di telecamere IP per la rete internet e la rete mobile. Naturalmente, la scelta del miglior sistema dovrà basarsi sul rapporto costi/necessità/situazione. E’ bene quindi richiedere ad un esperto per la scelta del miglior prodotto (www.mondialtec.it).
Articolo tratto da www.axis.com
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IFSEC 2009 – Fiera di Sistemi di Sicurezza – Maggio 11-14 Birmingham
Scritto da: izik il 8 Maggio 2009 – 15:45
Uno dei più grandi eventi globali annuali, per quanto riguarda il campo della sicurezza aprirà i battenti lunedì 11 maggio 2009 a NEC Birmingham per chiudere poi il 14 dello stesso mese.
Registrandosi a questo sito si potrà ottenere il free pass per visitare gratuitamente l’evento al quale saranno presenti 600 aziende di livello mondiale suddivise in 6 categorie (controllo degli accessi, tvcc, servizi IP integrati e reti IP, allarmi anti intrusione, anti terrorismo e sicurezza fisica, soluzioni di sicurezza);
verranno lanciati nuovi prodotti in anteprima e presentate le ultime tecnologie del caso; ci saranno seminari gratuiti anche nel campo business per chi si occupa di sistemi di sicurezza a livello di installazione, oltre alla Conferenza IFSEC per gli alti livelli e la IFSEC Security Industry Awards.
Visualizza il video dell’esibizione IFSEC 2008.

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Lux telecamere
Scritto da: izik il 20 Aprile 2009 – 11:12Domanda: Potreste farmi capire più o meno a che luminosità corrispondono i lux? Vorrei capire bene fino a che condizione di luminosità la mia telecamera può vedere (ho un valore in Lux).
Risposta: Prima cosa da dire, è che il valore di lux minimo, espresso nelle descrizioni della telecamera, diviene relativo se la telecamera suddetta utilizza dei led infrarossi per l’illuminazione: infatti le telecamere coi led hanno una visione notturna anche in assenza di luce.
Comunque sia, ecco una piccola tabella per capacitarti più o meno di quella che può essere la corrispondenza lux – luminosità:
| Luce solare diretta | 50000 lux |
| Luce del giorno indiretta con cielo sereno | 10000–20000 lux |
| Luce del giorno con cielo coperto | 1000-5000 lux |
| Interno ufficio | 200–500 lux |
| Minimo per una lettura confortevole | 300 lux |
| Illuminazione corridoi e zone di lavoro esterne | 50-100 lux |
| Tramonto | 10 lux |
| Illuminazione pubblica su strada principale | 15 lux |
| Illuminazione pubblica su strada secondaria | 5 lux |
| Tramonto (inizio) | 10 lux |
| Tramonto (al termine) | 1 lux |
| Notte luna piena | 0,3 lux |
| Notte con quarto di luna | 0,1 lux |
| Notte senza luna con cielo stellato | 0,001 lux |
| Notte senza luna con cielo coperto | 0,0001 lux |
Il valore dei lux come detto varia a seconda del CCD. Alcuni sensori CCD infatti sono appositamente creati per avere l’incredibile capacità di poter vedere anche in condizioni di luce bassissime.
La Mondialtec Srl (www.mondialtec.it) con sede a Roma, è una società leader nel campo delle telecamere e dei sistemi antifurto in generale. Hanno a disposizione una vasta scelta di telecamere con led infrarossi, ma anche telecamere a bassissima luminosità (low lux).
Tabella tratta da www.dseitalia.it
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Videosorveglianza per pompe di benzina
Scritto da: izik il 1 Aprile 2009 – 15:11Domanda: Volevo installare un sistema di telecamere a circuito chiuso di nuova generazione per una pompa di benzina. Ho già qualcosina installato, ma il suo uso è macchinoso e la visuale non è delle migliori. Cosa mi consigliate?
Risposta: Telecamere a circuito chiuso per le pompe di benzina…nulla di nuovo, ma è una cosa da considerare prima che il prezzo del petrolio al barile possa risalire a prezzi assurdi!!
Sono tanti i “benzinai” che possiedono un sistema di videosorveglianza basato sul vecchio sistema a cassette, ma sono in molti anche coloro che usano solo un sistema di monitoraggio privo di alcun tipo di registrazione.
Una cosa di cui dovresti tenere conto è che, anche se il tuo sistema non utilizza un moderno DVR, ma anche se non presenta proprio un sistema per la videoregistrazione, ma solo per il monitoraggio, i cavi che il tuo vecchio sistema tvcc dovrebbe utilizzare, sono gli stessi cavi coassiali utilizzati attualmente. Ti informo di questo perchè, se il tuo sistema di videosorveglianza attuale è tuttora funzionante (intendo dire che se le telecamere sono ancora visionabili), potresti pensare di utilizzare tale vecchia infrastruttura ed applicarla quindi ad un moderno sistema DVR. Per farti capire bene, a seconda di quante telecamere hai e di quanto possa essere grossa la struttura della tua pompa di benzina, il costo del passaggio dei cavi delle telecamere può tranquillamente risultare il 30% del costo totale dell’impianto di sicurezza. Vale la pena verificare no?
Se hai bisogno di un contatto a cui rivolgerti eccolo qui: Mondialtec Srl (www.mondialtec.it), sono specializzati in sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso e sistemi anti intrusione in generale.
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Vocabolario principali termini in TVCC
Scritto da: izik il 24 Marzo 2009 – 16:50ACTIVITY DETECTION: Una forma semplice di rivelazione di movimento basata sulle variazioni dei livelli di grigio del segnale video, ovvero della scena ripresa. Comunemente usato nei multiplexer video per aumentare la velocità di aggiornamento delle telecamere interessate da movimenti.
AE: Electronic lris (detto anche autoshutter) – circuito elettronico che adatta automaticamente la sensibilità della telecamera alla luce della scena ripresa.
AGC: Controllo automatico del guadagno – Circuito elettronico interno alla telecamera che adegua automaticamente il livello del segnale video in funzione delle condizioni di luminosità della scena ripresa.
AI: Auto lris – Una funzione degli obiettivi che permette di regolare automaticamente la quantità di luce che raggiunge il sensore CCD.
BLC: Back Light Compensation – Funzione di moderne telecamere che permette la visione di scene in contro-luce.
BNC: La più comune forma di connettore video.
BRANDEGGIO: Sistema motorizzato, comandabile remotamente, per il posizionamento orizzontale e verticale di una telecamera.
CCD: Charge Coupled Device – Congegno moderno di dispositivi telecamere.
CMOS: Complimentary Metal Oxide Semiconductor – Congegno di commutazione allo stato solido utilizzato anche per le telecamera – MOS chip.
DD: Direct Drive – Nuovo modello di obiettivi autoiris che non contengono l’elettronica per il controllo del diaframma. Devono essere utilizzati in abbinamento a telecamere provviste dell’apposita uscita in grado di controllare il motore dell’iride.
SIMPLEX: Nella terminologia dei multiplexer e sui videoregistratori digitali, indica apparato in grado di svolgere una sola funzione alla volta: videoregistrazione multiplexata/codifìcata oppure videate live multi-schermo oppure riproduzione.
DUPLEX: Nella terminologia dei multiplexer e sui videoregistratori digitali , indica due unità simplex “assemblate”insieme che permettono di svolgere due funzioni simultaneamente, tipicamente videoregistrazione multiplexata /codificata e visualizzazioni multischermo.
TRIPLEX:Tecnologia sui moderni DVR di svolgere tre funzioni contemporaneamente cioè registrazione, riproduzione immagini e trasmissione via internet contemporanea.
QUADRUPLEX:Tecnologia sui moderni DVR di svolgere quattro funzioni contemporaneamente cioè registrazione, riproduzione immagini, trasmissione via internet e backup su cd o usb del video in contemporanea.
PENTAPLEX: Registrazione, Visualizzazione, Ricerca immagini, Backup(copia immagini) e Collegamento remoto.
IRIDE: Meccanismo all’interno di un obiettivo usato per regolare la quantità di luce che passa attraverso le lenti e arriva al sensore CCD.
MULTIPLEXER: Unità in grado di visualizzare contemporaneamente su un singolo monitor un numero anche elevato di telecamere e/o registrarle su una singola cassetta. Alcuni Multiplexer possono essere usati per trasmettere più telecamere tramite lo stesso mezzo di trasmissione.
PIXEL: Il singolo punto sensibile di un sensore CCD o il più piccolo punto luminoso di un monitor LCD.
PRESETS: Posizioni memorizzate di brandeggio (orizzontale e verticale) e zoom (lunghezza focale e fuoco). Generalmente possono essere attivate manualmente, su fascia oraria e su allarme.
TVL: Television Lines – Descrivere la risoluzione di una telecamera o monitor.
VARIFOCAL: Tipo di obiettivo che permette la regolazione manuale tra due punti focali per ottenere il campo di ripresa desiderato.
In caso foste insteressati a telecamere a circuito chiuso, videoregistratori e tutto ciò che concerne la videosorveglianza:
Mondialtec Srl
web: www.mondialtec.it
e-mail: mondialtec@mondialtec.it
Informazioni tratte da www.sicurclima.it
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