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Videosorveglianza | Antifurti Blog

 

Box di alimentazione per telecamere

Scritto da: izik il 2 Gennaio 2012 – 13:30

Domanda: Devo installare un impianto di videosorveglianza ed ho in progetto di far partire le alimentazioni delle 4 telecamere da un solo punto vicino al DVR. Si può fare? Esiste qualche box di alimentazione per 4 telecamere?

Risposta: Si, la cosa si può fare, anche se la migliore cosa da fare sarebbe sempre quella di mettere l’alimentazione vicino ad ogni telecamera, per via della possibile caduta di tensione dei 12Volts.

Puoi prendere un box di alimentazione, che puoi trovare nella pagina di questo link: Box di alimentazione

Il modello che devi scegliere per 4 telecamere è quello da 5 Ampère che ha 4 uscite a 12 Volts.

Unica accortezza non ti allontanare troppo (massimo 20-25 metri) e usa una buona sezione di cavo. Nella stessa pagina che ti ho linkato trovi anche cavi composti minicoassiale + alimentazione.


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Antifurti negozi telefonia

Scritto da: izik il 29 Ottobre 2010 – 12:15

Domanda: Ho un negozio di telefonia di una nota azienda mobile, ma ogni volta mi spariscono dei telefonini che metto in esposizione. Che sistema antifurto dovrei installare secondo voi?

Risposta: Innanzitutto, capisco la tua volontà di far toccare con mano gli apparecchi, ma ti consiglio di mettere tutto sempre sotto chiave nelle teche di vetro, e di non lasciar mai all’aperto i telefoni anche se dotati di anti taccheggio.

In secondo luogo ti consiglio vivamente un impianto di telecamere a circuito chiuso con registrazione. La spesa non è alta (circa 1200 € per un buon impianto con 2 telecamere) e ti consente di poter mettere paura a chi vuole provarci e di beccarli in caso di reato.

Un bel monitor con le riprese in diretta in evidenza e vedi che non ruberanno più.

Le statistiche d’altronde parlano da sè: chi ha un buon impianto di videosorveglianza riceve il 95% di taccheggi in meno rispetto a chi non ce l’ha, o ha telecamere finte.

Eccoti il link di un ottimo installatore su Roma: www.mondialtec.it


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Telecamera lettura targhe

Scritto da: izik il 14 Settembre 2010 – 12:14

Domanda: Sono il proprietario di un hotel che ha un ingresso auto con parcheggio. Mi servirebbe una telecamera in grado di leggere in modo chiaro la targa delle macchine che entrano ed escono dal cancello. Il tutto dovrebbe essere visibile bene anche di notte, in quanto le luci sono basse e la telecamera che ho attualmente, viene abbagliata dai fari. Da chi posso recarmi?

Risposta: La telecamera che cerchi senza dubbio è questa: http://www.mondialtec.it/ITA/VIDEOSORVEGLIANZA/Telecamere-Videosorveglianza/SC-N9336.aspx

Se vedi bene sulla scheda del prodotto c’è anche la possibilità di vedere il video di questa telecamera per le targhe, in azione.

La telecamera è ottima ed è della Mondialtec (marchiata con il loro logo MTH). E’ una telecamera ad altissima risoluzione e con la capacità di vedere chiaramente pure di notte, anche con i fari puntati addosso, grazie al favoloso filtro anti abbagliamento ed alla doppia lente anti riflessione.

Fammi sapere!!


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IP camera: controlla la tua casa da internet

Scritto da: izik il 4 Agosto 2010 – 15:50

Domanda: So che esiste una telecamera che mi consente di poter sorvegliare i miei locali da internet quando sono fuori casa. Dove posso trovarla?

Risposta: Se il tuo obiettivo è di controllare la casa, il giardino, l’ufficio, il magazzino, ecc… 24 su 24 da internet anche quando non ci sei, la tecnologia che stai cercando si chiama IP camera.

La tecnologia IP di consente di controllare le cose a cui tieni visualizzando le immagini da un qualsiasi collegamento Internet o addirittura su alcuni modelli anche con il telefonino (questo che ti indicherò lo fa).

Il prodotto lo puoi trovare alla Mondialtec, che è l’azienda che ha il miglior prodotto, perché professionale e soprattutto davvero auto installante! Così, a differenza delle IP camera della concorrenza, non dovrai stare ad impazzirti per programmarla!

Inoltre, hanno numerosi modelli: piccole, grandi, notturne, ecc… e ti forniscono anche un software IP per gestirle e registrare!

Insomma se vuoi stare in mani sicure rivolgiti a loro!

Ed hanno anche un negozio e ottima assistenza…

Ecco il link per le telecamere IP:

http://www.mondialtec.it/ITA/VIDEOSORVEGLIANZA/IP-Camera.aspx

ip camera, telecamere ip, mondialtec


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Bonus sicurezza. Finanziaria: anche per il 2010

Scritto da: izik il 11 Maggio 2010 – 15:47

Il nuovo bonus sicurezza 2010 si rivolge alle piccole e medie imprese ed i tabaccai che mai come negli ultimi due anni 2009 e 2010 sono state teatro di furti e della cronaca quotidiana.
I soggetti che potranno richiedere l’agevolazione fiscale introdotta con la finanziaria 2008 e riprodotta nel 2010, sono i soggetti che hanno dei punti vendita al dettaglio e all’ingrosso, e/o attività di somministrazione di alimenti e bevande, nonché i rivenditori di generi di monopolio (tabaccai).

Il credito d’imposta scatta per l’installazione di impianti e attrezzature di sicurezza poste nel luogo di esercizio dell’attività. Tra i beni sui quali è applicabile il bonus rientrano gli impianti di allarme e di videosorveglianza, le inferriate, le porte blindate, etc. Nel credito di imposta sono compresi anche i costi per la messa in opera.

Per beneficiare del bonus sicurezza è possibile inviare l’istanza di attribuzione del beneficio, utilizzando il modello IMS. La trasmissione telematica dell’istanza per la richiesta del bonus sicurezza sarà fatta mediante il software “CREDITOSICUREZZA”, disponibile gratuitamente sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate oppure clicca qui per scaricarlo .

Vai subito su Mondialtec.it per avere un preventivo di un sistema di sicurezza e risparmiare fino al 50%!


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Telecamere – Ecco le Nuove Regole sulla Privacy

Scritto da: izik il 29 Aprile 2010 – 09:53

Ecco in sintesi le nuove regole, sulla privacy per quanto riguarda le telecamere e l’utilizzo di dispositivi di videosorveglianza.

Mondialtec – Sistemi di Videosorveglianza professionali

INFORMATIVA: i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informati con cartelli della presenza delle telecamere, i cartelli devono essere resi visibili anche quando il sistema di videosorveglianza è attivo in orario notturno. Nel caso in cui i sistemi di videosorveglianza installati da soggetti pubblici e privati (esercizi commerciali, banche, aziende etc.) siano collegati alle forze di polizia è necessario apporre uno specifico cartello, sulla base del modello elaborato dal Garante. Le telecamere istallate a fini di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica non devono essere segnalate, ma il Garante auspica comunque l’utilizzo di cartelli che informino i cittadini.

CONSERVAZIONE: le immagini registrate possono essere conservate per periodo limitato e fino ad un massimo di 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini. Per attività particolarmente rischiose (esempio le banche) è ammesso un tempo più ampio, che non può superare comunque la settimana. Eventuali esigenze di allungamento dovranno essere sottoposte a verifica preliminare del Garante).

SICUREZZA URBANA: i Comuni che installano telecamere per fini di sicurezza urbana hanno l’obbligo di mettere cartelli che ne segnalino la presenza, salvo che le attività di videosorveglianza siano riconducibili a quelle di tutela specifica della sicurezza pubblica, prevenzione, accertamento o repressione dei reati. La conservazione dei dati non può superare i 7 giorni, fatte salve speciali esigenze.

SISTEMI INTEGRATI: per i sistemi che collegano telecamere tra soggetti diversi, sia pubblici che privati, o che consentono la fornitura di servizi di videosorveglianza «in remoto» da parte di società specializzate (società di vigilanza, Internet providers) mediante collegamento telematico ad un unico centro, sono obbligatorie specifiche misure di sicurezza (ad esempio, contro accessi abusivi alle immagini). Per alcuni sistemi è comunque necessaria la verifica preliminare del Garante.

SISTEMI INTELLIGENTI: per i sistemi di videosorveglianza «intelligenti» dotati di software che permettono l’associazione di immagini a dati biometrici (come il «riconoscimento facciale») o in grado, ad esempio, di riprendere e registrare automaticamente comportamenti o eventi anomali e segnalarli («motion detection») è obbligatoria la verifica preliminare del Garante.

VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: obbligatori i cartelli che segnalino i sistemi elettronici di rilevamento delle infrazioni. Le telecamere devono riprendere solo la targa del veicolo (non quindi conducente, passeggeri, eventuali pedoni). Le fotografie o i video che attestano l’infrazione non devono essere inviati al domicilio dell’intestatario del veicolo.

DEPOSITO RIFIUTI: lecito l’utilizzo di telecamere per controllare discariche di sostanze pericolose ed «eco piazzole», per monitorare modalità del loro uso, tipologia dei rifiuti scaricati e orario di deposito.

LUOGHI DI LAVORO: le telecamere possono essere installate solo nel rispetto delle norme in materia di lavoro. Vietato comunque il controllo a distanza dei lavoratori, sia all’interno degli edifici, sia in altri luoghi di prestazione del lavoro (es. cantieri, veicoli).

OSPEDALI E LUOGHI DI CURA: no alla diffusione di immagini di persone malate mediante monitor quando questi sono collocati in locali accessibili al pubblico. È ammesso, nei casi indispensabili, il monitoraggio da parte del personale sanitario dei pazienti ricoverati in particolari reparti (ad esempio, in rianimazione), ma l’accesso alle immagini deve essere consentito solo al personale autorizzato e ai familiari dei ricoverati.

ISTITUTI SCOLASTICI: ammessa l’installazione di sistemi di videosorveglianza per la tutela contro gli atti vandalici, con riprese delimitate alle sole aree interessate e solo negli orari di chiusura. – TAXI: le telecamere non devono riprendere in modo stabile la postazione di guida.

TRASPORTO PUBBLICO: lecita l’installazione su mezzi di trasporto pubblico e presso le fermate, ma rispettando limiti precisi (es.angolo visuale circoscritto, riprese senza l’uso di zoom).

WEB CAM A SCOPO TURISTICO: la ripresa delle immagini deve avvenire con modalità che non rendano identificabili le persone.

SOGGETTI PRIVATI: a tutela delle persone e della proprietà, contro possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, prevenzione incendi, sicurezza del lavoro si possono installare telecamere senza il consenso dei soggetti ripresi, ma sempre sulla base delle prescrizioni indicate dal Garante.

Articolo tratto da: www.corriere.it

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Sensori CCD e CMOS

Scritto da: izik il 9 Giugno 2009 – 15:27

Domanda: Ho già letto un altro articolo presente sul blog riguardante questa domanda (CCD vs CMOS), però vorrei capire in soldoni quali sono i vantaggi e svantaggi dei CCD e dei CMOS nella videosorveglianza in fase di costruzione della telecamera.

Risposta:

Telecamere con sensori CCD
I sensori CCD, utilizzati per le telecamere da oltre vent’anni, offrono molti vantaggi in termini di qualità, tra cui una maggiore sensibilità alla luce rispetto ai sensori CMOS. Questa maggiore sensibilità alla luce si traduce in immagini di migliore qualità anche in condizioni di scarsa illuminazione. Tuttavia, i sensori CCD presentano un costo più elevato poiché la loro integrazione nelle telecamere richiede operazioni complesse e laboriose. Inoltre, se la scena contiene un oggetto molto luminoso (ad esempio un lampo o la luce diretta del sole), il sensore CCD non è in grado di acquisire correttamente le immagini e sull’immagine sono spesso visibili strisce verticali sopra e sotto l’oggetto. Questo fenomeno viene chiamato distorsione a striscia verticale di luce.

Telecamere con sensori CMOS
Grazie ai recenti sviluppi, i sensori CMOS sono ora in grado di offrire immagini di qualità equivalente a quella dei sensori CCD, ma sono comunque inadatti alle telecamere che devono generare immagini di altissima qualità. I sensori CMOS riducono significativamente il costo della telecamera poiché contengono tutti i componenti logici necessari per la telecamera. Inoltre, possono essere utilizzati per telecamere di piccole dimensioni. Questo tipo di sensori è però disponibile anche in formati più grandi, che forniscono una risoluzione in megapixel a numerose telecamere di rete (vedi telecamere IP della Mondialtec). Uno dei limiti più significativi dei sensori CMOS deriva dalla loro minore sensibilità alla luce, che non rappresenta un problema in condizioni di normale illuminazione, ma può diventarlo se la luce è scarsa. Le immagini generate da questi sensori in condizioni di scarsa illuminazione possono essere infatti molto scure o disturbate.

Articolo tratto da www.axis.com

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Che cos’è il WDR (Wide Dynamic Range)

Scritto da: izik il 9 Giugno 2009 – 15:08

Domanda: Che cos’è il WDR su una telecamera per videosorveglianza?

Risposta: Il WDR (Wide Dynamic Range) è una funzione in grado di fornire la migliore chiarezza delle immagini in situazioni di luminosità difficili, analizzando ed esponendo a diversi gradi di luminosità le varie aree dell’immagine.
Se per esempio, ho un’immagine in condizioni di luminosità tali che una zona rimane in ombra, il Wide Dynamic Range farà in modo che a quella particolare area in ombra venga fornita una maggiore luminosità, in modo da poter così mostrare i suoi dettagli. La stessa cosa vale in condizioni di troppa luminosità e situazioni di controsole.


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Scansione progressiva e scansione interallacciata

Scritto da: izik il 4 Giugno 2009 – 14:48

Attualmente esistono molte tecnologie per l’elaborazione video: la scansione interlacciata e la scansione progressiva. La scelta della tecnica dipende essenzialmente dal tipo di applicazione utilizzata e dall’ambito di utilizzo del sistema video, soprattutto se il sistema viene utilizzato per acquisire immagini di oggetti in movimento e per la visualizzazione dei dettagli di immagini in movimento.

Scansione interlacciata
La scansione interlacciata utilizza le stesse tecniche impiegate per i raggi catodici (CRT) degli schermi televisivi, che suddividono lo schermo televisivo in 576 righe orizzontali. L‘interlacciamento divide le righe in pari e dispari, aggiornandole ad una velocità di 25 fotogrammi al secondo. Il leggero ritardo tra gli aggiornamenti delle righe pari e dispari provoca una distorsione o “seghettatura”, perché solo metà delle linee si sposta con l’immagine, mentre l’altra metà è in attesa di essere aggiornata.

 

Gli effetti dell‘interlacciamento possono essere in parte compensati con la tecnica del deinterlacciamento, ossia convertendo il video interlacciato in formato deinterlacciato, allo scopo di eliminare le distorsioni e consentire una visione ottimale del video. Questo processo viene talvolta chiamato raddoppiamento delle righe. Alcuni prodotti video, forniscono un filtro per il deinterlacciamento che consente di migliorare la qualità delle immagini alle risoluzioni più elevate (4CIF). Questa funzione elimina i problemi delle immagini sfuocate causati dai segnali video generati dalle telecamere analogiche.
La scansione interlacciata è stata usata per anni per le telecamere analogiche, i televisori e i sistemi VHS e continua tutt’oggi ad essere la più idonea per alcuni tipi di applicazioni. Tuttavia, l’evoluzione della tecnologia dei display e la sempre maggiore diffusione di monitor LCD (Liquid Crystal Display) e TFT (Thin Film Transistor), DVD e telecamere digitali hanno imposto la necessità di usare una tecnica di visualizzazione diversa, nota con il nome di scansione progressiva.

Scansione progressiva
Questa tecnologia, a differenza della scansione interlacciata, permette di acquisire l’immagine riga per riga ad intervalli di un sedicesimo di secondo. Ciò significa che le immagini acquisite non vengono suddivise in campi diversi come accade con la scansione interlacciata. Inoltre, per poter visualizzare le immagini sullo schermo non è necessario interfacciare alcun computer. Le righe vengono disposte sullo schermo in tempo reale e in una sequenza ordinata; ad esempio: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, ecc., quindi non esiste il problema dello sfarfallio. Questo tipo di tecnologia è particolarmente utile nelle applicazioni di videosorveglianza, soprattutto nel caso in cui sia necessario visualizzare in dettaglio immagini in movimento come nel caso di persone in fuga. Va rilevato però che per ottenere immagini ottimali è indispensabile usare un monitor di alta qualità.

Articolo tratto da www.axis.com

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Focus su compressione e limiti di banda: MPEG4 e H.264

Scritto da: izik il 4 Giugno 2009 – 14:44

MPEG4
MPEG4 è stato standardizzato nel 1999, dopo sei anni di lavori, con l’obiettivo di colmare la lacuna di MPEG2 in situazioni di banda limitata per la trasmissione/registrazione del video. Più che un semplice
algoritmo di compressione/decompressione, MPEG4 nasce come una struttura in grado di contenere oggetti multimediali (immagini, testo, animazioni, menù di scelta, materiale protetto da copyright) sincronizzandoli in modo da creare una presentazione interattiva.
L’aspetto più ambizioso di tale standard riguarda la scomposizione della scena in un insieme di oggetti, in modo da poter associare a ciascuno lo schema di compressione migliore.
Con quali vantaggi? In primis, MPEG4 rappresenta il miglior compromesso tra qualità video e compressione. Tra i vari codec sviluppati, ricordiamo il DivX che rappresenta uno standard affermato per la fruizione di video tramite internet e raggiunge una compressione circa sei volte superiore rispetto ad MPEG2 a parità di qualità. Inoltre l’MPEG4 è stato pensato per la diffusione di video attraverso
canali poco performanti: l’approccio alla gestione degli errori in trasmissione è molto robusto e affidabile.
La diffusione di tale algoritmo ha portato molte case produttrici di hardware alla realizzazione di chip dedicati alla codifica/decodifica di video MPEG4. Inoltre, molte piattaforme standard basate su PC sono state dotate di acceleratori hardware per MPEG4.
La ridotta banda necessaria per un singolo canale video e la disponibilità di risorse hardware dedicate permettono di architettare DVMS multicanale molto efficienti e performanti.

H.264
Conosciuto anche come MPEG4-AVC (Advanced Video Coding), è il frutto dello sforzo congiunto delle due commissioni internazionali che si occupano di video: ITU-T (International Telecommunication
Union) e ISO-MPEG (International Standards Organization-MPEG). Come i suoi predecessori, non viene esplicitamente definito un CODEC (enCOder/DECoder); piuttosto, lo standard si limita a definire la sintassi dello stream compresso. Notevoli sono le innovazioni rispetto agli algoritmi precedenti: la suddivisione in macroblocchi con un approccio adattativo e flessibile; la stima del moto basata su un insieme di fotogrammi, l’introduzione di un filtraggio integrato, l’uso più mirato della predizione, la codifica entropica adattativa e un migliorato sistema di quantizzazione sono tutti aspetti che contribuiscono a rendere tale standard la scelta vincente per le applicazioni dell’immediato futuro. L’unico ostacolo è legato all’enorme carico computazionale da sostenere sia in codifica che in decodifica del video.

La Mondialtec (www.mondialtec.it) è una delle società che più ha sfruttato questi nuovi sistemi di compressione per creare e ricercare sul mercato varie soluzioni per la videosorveglianza molto interessanti sia in MPEG4 che in H.264, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni di videosorveglianza remota e di videoregistrazione.

Articolo di Ely Maspero - Responsabile comunicazione CIEFFE

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